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Memorable Mirante ...

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el maravilloso mundo de la 

Memorable Mirante ...

I

Nessuno quella notte ebbe voglia di cantare,

eppur ira e dolore s'erano acquietati!

Qualcun fissava er foco, altri fissavan mare...

pensando a' sacrifici e turbamenti sopportati,

nessun ebbe domanda o motivo di parlare

finchè tutti dal sonno non furon catturati.

Mirante invece no, lui rimase sulla sabbia

tant'era la tristezza, tant'era anche la rabbia.

II

Perchè lo aveva fatto? Lo aveva abbandonato,

non tentò nemmeno in quarche modo di salvarlo...

il suo caro scudiero che di ben lui aveva amato!

Avrebbe aperto il mare sperando di trovarlo!

Gli sembrava 'na vita che lui se n'era andato..

per sempre fece a Dio promessa di ricordarlo.

Stremato dal lungo viaggio e dal soffio del mar

confortato, chiuse l'occhi, e iniziò a sognar...

III

E sentì il suo respiro, e il respiro di lei,

intrecciarsi insieme come passo di danza!

E non pensò a mostri e non pensò a Dei

a dividerli ora n'era più la distanza,

Mirante era stanco di elogi e trofei

nessuna promessa aveva più importanza.

Voleva amarla, abbracciarla, poi stringerla forte...

per proteggerla per sempre dal dolore e dalla morte.

IV

Si svegliò di colpo, ma aprì l'occhi piano

godendo d'Aurora il roseo risveglio...

quel sogno alla fine non fu tanto vano,

si mise su un gomito per capire meglio

sentì il soffio del vento e il profumo del grano!

E mise a parte l'onore e così anche l'orgoglio:

prima di rivederla, e poterla abbracciare,

c'era ancora una cosa, che aveva da fare.

V

Tornò poi dagli altri senza dire parola,

li salutò tutti, poi prese Ripete

stanca e intontita era la bestiola,

ma Mirante 'e sue cose le teneva segrete

e portò il destriero in una campagnola...

gli tolse le briglie che per lui eran rete,

e Ripete fu nudo, senza nulla vestito,

ma capì quasi subito il motivo del rito.

VI

Non ci crederete, ma nessun versò pianto!

Si fissarono a lungo come vecchi amici,

Mirante gli disse che per lui fu gran vanto

sconfigger con lui così tanti nemici!

Ripete sorrise, e lo ringraziò tanto

delle cose felici, e delle sue cicatrici.

Poi si voltaron e ognuno andò per sua via,

aver ora rimpianti sarebbe stata follia.

VII

E percorse chilometri spinto dal vento!

Spinto da Amore e da lontano ricordo

ma nun vide palazzo o picciol convento,

e pensò fortunato persino il buon tordo

che in altro nel ciel non ha turbamento...

e fè accusa al Destin di essere sordo!

Perdersi adesso sarebbe stata la fine,

non conoscendo il paesaggio e neanche il confine.

VIII

Ma percorrendo la via trovò strano vecchio

che sorrideva felice come quando fanciullo,

portava con se un bastone e anche un secchio

Mirante sicuro pensò fosse fasullo...

che di futura pazzia esso fosse lo specchio!

O che di Sorte fosse ultimo trastullo:

chè ad affrontar mago, solo e disarmato,

ne sarebbe uscito morto e abbandonato.

IX

Ma prima che eroe dicesse qualcosa

il vecchio parlò come padre a figliolo:

“non temere che morte sia per te nuova sposa,

che sposa già hai ed è di rosa bocciolo!

Che da anni ti aspetta, che mai fu gelosa,

che per te se ne andrebbe persino su al Polo!

Ti dirò ora la strada per andare da lei:

solo tu del suo amor meritevole sei.”

X

E raggiunse città in un battito d'ali!

E cuor lo diresse dove doveva andare

ed evitò grandi piazze, e giri banali,

e lei sulla porta stava lì ad aspettare

ed era sì bella da non aver pari mortali!

E i cuori poi liberi lasciarono andare...

e sorrise Mirante e Durcinea fè altrettanto,

e lor bacio ad Amor fu inno, e anche vanto.

 

 

 

Fine

 

 


"Il Memorabile Mirante": Codice ISBN 9788892313118

I

Con rosso balenio tornò il mostro nell'abisso,

e cielo terra e mare tornarono alla quiete,

nessuno si era mosso, tutto stava fisso

ma non il nostro eroe che pensava ad altre mete.

Le parole cuore e mente avevano ormai scisso,

emozion si susseguivan come in danza di comete!

Voleva ora combattere, ed ora ripartire

oppure il dolce cuor d'amata riabbracciare.

II

E contemplava il mare, e poi passava al Sole

mentre l'altri suoi compari se svegliavan dar torpore..

poi 'o videro per terra, al ciel puntaa 'e sòle,

il suo viso a turno colto da gioia e da dolore.

Ripete lo incitava, ma parole erano sole,

è 'n po' come azionar bolide senza motore:

a Mirante non serviva gesto o consolazione,

nemmen dolci parole.. serviva motivazione.

III

   Allora 'o scudiero (ecco er pezzo più importante!)

gli tolse l'armi, poi lo scudo e l'armatura

e gli diè tunica d'oro tutta bella e luccicante!

Tolse anche a Ripete di guerra imbracatura

e gli mise sella d'oro ancora più elegante!

Poi fece ad entrambi più azzeccata acconciatura,

voleva fossero perfetti, per il loro ritorno,

e sapete l'apparenza quanto vale ormai oggigiorno.

IV

Ripete nun capiva però era assai contento,

d'avventure per il mondo s'era ormai stufato!

Mirante invece povero era in pieno turbamento,

di Dio era cavaliere fido e timorato!

Era stato sulla croce fatto sacro giuramento,

ma invero anche d'Amor era servo disperato.

Fedeltà per lungo tempo era stata per lui vanto!

Ma ora era costretto ad aver cuore o onore infranto.

V

D'un tratto fu tramonto e insieme ciel sereno!

Ma un tramonto strano di colore sconosciuto,

di verde vari toni e di un blu intenso e pieno

Mirante una tal cosa mai aveva veduto...

e parve d'osservar prodigio ultraterreno!

Fu allor che volontà fece eroe più risoluto.

Chiese perdono a Dio per ciò ch'avrebbe fatto,

e prendendo spada e scudo li gettò nel mare piatto.

VI

Miei cari lettori, a seguitar non son convinto,

canterò degli dei ira e punizione!

In passato sia da Dio che d'Amor io fui respinto,

almeno al nostro eroe Amor darò a consolazione!

Ma seguirò il racconto da volontà sospinto

senza più commenti, con determinazione.

Vi lascerò soltanto con quest'ultime parole:

Non è la mente, è il cuore, a lottar per ciò che vuole.

VII

     Tramonto lasciò posto a terribile tempesta!

     Mentre 'l tetro abisso accogliea l'armi d'argento...

sarebbe stata forse l'ultima delle gesta

dell'eroe senza paura, dal fiero portamento?

Ma incrocio del Destin con l'Amore mai s'arresta!

E scudiero fè a Mirante ultimo gran giuramento.

   Pianserò i Soli, e pianse forse anche Dio...

poi pianserò a Mosca, e poi pianserò a Rio.

VIII

E rischiavan tutti quanti d'affogare!

Ma ormai la meta troppo era vicina,

nella barca tre scialuppe li potevano salvare

mancava forse niente tra la terra e la marina!

Ma in mezzo alla tempesta uno doveva comandare

la nave, mentre l'altri se ne andavan de rapina.

E il nostro car morello prese infine decisione,

senza abbisogno di compenso o alcun consolazione.

IX

   Le lacrime a migliaia se fusero cor mare

   poiché nissuno merita de finì de vive solo,

Mirante mai quarcuno avrebbe vinto a' andare

sapendo scudier naufrago e lui vivo ner molo!

Ma il moro cominciò tutti quanti a ringraziare,

e supplicò Mirante col cor pieno de dolo:

“ora signor mio nun temete la mia sorte!

Nettun mi diede vita, ora mi darà la morte!”

X

Credetemi, mai eroe vidi pianger così tanto,

nascondenno l'orgoglio e mostranno 'e passioni

a metà ora alternava il singhiozzo con il pianto,

credennose meschino oltre tutte le visioni!

Ma era giunta l'ora di far di salvezza vanto...

la terra li aspettava con vita e libagioni!

E mentre allontanavan li mali e i vecchi lutti,

il Comandante e la sua nave scomparirono tra i flutti.

 



"Il Memorabile Mirante": Codice ISBN 9788892313118

I

Arrivati in un porto tutto d'oro,

i nostri eroi cercarono un ostello

dove poter riposar le membra loro,

gli fece via un assai gentil monello!

Abil per parola come in foro!

E con in mano un amabile secchiello.

Notò Mirante, e ricordò 'e vecchie offese,

e 'l seguitar quer bambinello allor arrese.

II

La loro piccol guida cambiò tono:

“non temete” disse voce d'oltretomba,

“mai più vi sfioreranno ferro e tuono

per causa mia”, e paur fu messa a tomba.

E di nuovo 'a sua voce cambiò suono

e tornò a risquillar come na tromba!

“Venite, da un mio amico ora vi porto”

mentre nel cielo er Sole s'era quasi morto.

III

Mirante non credeva ai propri occhi,

rincontranno un vecchio amico d'avventure!

Balthazar, l'eroe dei mille fiocchi!

Che salvò mille donzelle da sventure,

si conoscevan ormai dall'età dei balocchi

quando si han felicità e poche paure!

Cavalleria fu allor messa da parte,

e fu abbraccio fra due amichi opera d'arte.

   IV

A riccontar ci passarono la notte!

Le mille astuzie e le grandi imprese,

e intanto era finita già na botte!

E i cuori nun temeveno sorprese,

er male avea lasciato loro rotte

dopo 'e sconfitte subite a più riprese!

Balthazar allor li iniziò a pregare,

supplicando un anno intero di restare.

V

Ahimè i tre accettarono l'offerta...

ma non ho troppo tempo di spiegare

i loro lussi e la noia mai sofferta,

un anno è assai complesso da narrare

e infin da Tempo ferita fu inferta!

E nel cuor tornò 'a voglia di viaggiare.

Questo tomo ha avventure per mattone!

Mai sarò autore di Decamerone.

VI

Per ringraziarli di loro compagnia,

il Mille Fiocchi gli regalò un veliero!

Ma non fu di lui unica cortesia:

infatti nuova veste diè al destriero!

Tutta d'or, chè risplendesse pe ogni via,

ma regalo più bello fu a' scudiero:

oltre al veliero, ricevette n'equipaggio!

E promise a Dio che sarebbe stato saggio.

VII

Mirante invece non volle più del nulla,

un anno in pace era già bel regalo

ma adesso vedea bimbo nella culla,

der Destin j'era apparso questo scalo

e sapete 'a testa a volte come frulla!

Se desiderio è costretto a stare al palo.

Anche un grande eroe vuole famiglia!

Muore solo, chi a solitudine s'appiglia.

VIII

Si scambiaron poi gli ultimi saluti,

e confesso che ci furon anche pianti!

Ringraziaro i tre gli onori ricevuti

Balthazar li avea trattati come santi,

i lussi e gli ozii gli erano piaciuti

ed è inutile esse ipocriti (e sò tanti).

E guardanno da na linea mare e terra

s'imbarcaron come andassero per guerra.

IX

E il dolce vento gonfiava 'e vele,

mentre li accogliea felice il mare

e intanto Aurora tesseva belle tele...

questo è quadro che dovete solo amare!

Percorrenno poi le rotte parallele,

i nostri eroi iniziaro a navigare

col riposo e la paura dentro ar core,

perchè cambiar si sa n'è privo di dolore.

X

Ma in quer momento Dolor nun c'era proprio!

E si godevan tutti il sole e l'aria fresca,

Destin de gioia ancor nun facea esproprio,

la mattinata era assai bella e pittoresca

quinni crucciasse sembrava a tutti improprio!

Ma calma quasi sempre fa da esca.

E mentre solcavan terra di Nettuno,

Mirante contaa i seconni uno per uno.

 


"Il Memorabile Mirante": Codice ISBN 9788892313118

I

Brezza leggera d'un tempo lontano..

accompagna gli eroi nel loro ritorno,

rasserena l'anima, accarezzali piano

sul viso, e sii dolce contorno

a questo viaggio così disumano!

Chè notte, sempre scambia col giorno...

e a te che leggi più di tutti ringrazio!

Chè hai reso oro, ciò che nasce da strazio.

II

Immagina ora, un mar di smeraldo!

'N sole sì forte ch'abbaia anche il falco!

Il vento d'Amor si fa unico araldo,

e Amore si sa, suole stare sul palco!

Mirante guardava il bel cielo spavaldo,

e nel vento sentì un odore di talco...

Pensò, 'nnamorato, che fosse di lei!

Pensò, 'nnamorato, “un suo bacio vorrei..”

III

Amor e Destino vanno a braccetto,

per far penar l'ommini o farli salvare

incatenan la mente e dopo anche il petto.

E ti dicono loro chi tu devi amare!

Ti rendono folle, oppur uomo retto,

ma sempre disposto a farti ammazzare!

Infondo chiunque ha la sua Durcinea..

non importa se schiava, non importa se dea.

IV

Ma parlerò adesso con le donzelle!

Mi sembra ora giusto fermare la penna.

Che a eroi poemi! A eroine storielle...

e pare duello tra l'Aniene e la Senna!

A donna non spettan sol scope e padelle,

a chi pensa questo lo aspetta il Geenna!

Uomini cari, la Vita si deve a una donna,

a lei ci si aggrappa, quando 'a Vita affonna...

V

Ma nel fiuto ahimè errava Mirante,

non era l'odor dell'amata lontana...

in mare le essenze nel vento son tante,

e di colpo saetta si fece katana!

E l'oceano diviso fu terrificante.

Da 'na parte la nave, d'altra bestia sovrana:

e son sicuro, anche il più fiero capitano,

fuggirebbe avendo a fronte un Leviatano.

VI

La paura mi fa tremar la mano...

nel descriver un così infernal prodigio,

il suo respiro era come un uragano

e intorno a lui 'l cielo si tingea di grigio!

Scappar sarebbe tentativo vano,

sconfiggerlo, sarebbe a dio servigio.

E mirante, anche se assai desideroso,

lo ritenne anche per lui troppo mostruoso.

VII

Sul veliero nun se moveva 'n fiato,

Ripete era quasi morto de paura!

'o scudiero lingua quasi avea mozzato,

e la ciurma de silenzio fè tortura.

Solo mirante nun era traumatizzato

e con rispetto se guardava la creatura.

Il mostro li fissava, e tutt'intorno,

sembravan cielo e mare come n' forno.

VIII

Colonne di fuoco sputavan gli abissi!

E si sentivan solo l'urla dei dannati,

parevan tutti di paura crocifissi

parevan tutti, all'inferno condannati.

E 'n tal scenario sperai ch'anchio morissi!

Ma Mirante come sempre l'ha salvati.

Pria che 'r dimonio li strappasse dal mondo,

l'eroe prese spada, e imbracciò scudo tondo.

   IX

Si rizzò in piedi l'eroe e il mostro

rovinoso lo fissò per qualche istante,

poi co passo di serpente si avvicinò al rostro,

e il grido suo arrivò fino al luogo più distante!

Che spezzerebbe er cor, di chiunque, anche il vostro.

Non quello di Mirante, che di coraggio fè costante...

L'urlo dell'eroe poi giunse a tutti i continenti!

Un urlo vittorioso, contro il male e i turbamenti.

X

Leviatano si fermò, quasi nun credenno,

che eroe, di cor mortale, venisse a fronteggiarlo!

Emise stridul gemito, forse stava ridenno,

ma per suo coraggio non poteva che stimarlo

e richiuse er foco in mare, quasi sorridenno,

poi parlò a Mirante, per rassicurarlo:

“saran premio del coraggio e del grande valore,

il ritorno a casa intatto, e 'l dolce suon d'Amore.”

 


"Il Memorabile Mirante": Codice ISBN 9788892313118

I

Inver la verità fu così forte,

da frantumar qualunque sortilegio!

E come buon marito con consorte

a lei concede ogni privilegio,

così i tre a grazia li ebbe Morte,

e libertà per lor fu il miglior pregio!

Poi si dissero talmente tante scuse,

che concessero il perdono anche le Muse.

II

Dopo fu noioso il loro viaggio

tra aspri colli ed umide paludi,

nemmeno na visione o un bel miraggio

soltanto alberi spogli e ancora crudi!

Sole diè di sé assai magro assaggio

e di sicuro pe' speranza erano nudi.

Ma si sa che Destin sempre ci guarda,

e si imbatteron in leggenda Longobarda.

III

Dentro 'a palude v'era un noce,

alto come più di cento ommini!

E sopra esso, per aspetto atroce,

na serpe ch'avea per occhi furmini!

E credeteme, rimarreste senza voce,

e 'nvochereste tosto aiuto Domini.

Ma grandezza e crudeltà son poca cosa,

se non fosse che di Giano ella è la sposa.

IV

Mentre uno dei cervelli stava immerso,

l'altro con viltà fissava er Cielo!

E 'l corpo che dai flutti restò emerso

e che al noce poverin facea da velo,

riflettea dei color dell'universo!

Ma nei cori, inver lasciava gelo.

Mirante era però ormai rinsavito!

E a chiunque avrebbe dato il benservito.

V

Ma prima che Ripete speronasse,

'a dea pagana emise sibilo vibrante!

Lasciò poi che vento via 'o trasportasse

fino agli eroi, dove fu suono ammaliante,

lasciò poi che ipnosi li acchiappasse

e parlò come farebbe comandante:

“non dissturbate la mia ssfida con il Ssole,

in quessto luogo non sservono parole.”

VI

Il serpentone, permettetemi, ha ragione!

Degli uomini non han cura gli dei,

ma questo nun ve crei disperazione!

Dovremmo essere tutti epicurei,

coi piani der Destin consolazione.

Ma c'è na cosa davvero che vorrei:

che l'omo nun morisse per il credo,

ma solo quando Vecchiaia dà 'l congedo.

VII

Ripartiron ora senza dire niente,

ma una cosa l'avevano ottenuta:

la dea j'aveva aperto ora la mente

e la via più non era sconosciuta!

Daa palude usciron poi velocemente

finalmente con paur der cor sparuta.

E in meno di due giorni di cammino,

se ritrovaro co l'azzuro mar vicino.

VIII

Il nostro povero scudiero era turbato

poiché da tempo non rivedeva il mare,

luogo temuto, e così in passato amato

ma adesso nun smetteva di tremare!

Sembrava infante dar buoi terrorizzato,

oppur amante rinnegato nell'amare.

Caro lettore, la vita può far male,

non si può far sempre finta che è normale.

IX

Il nostro eroe ormai tanto affezionato,

chiese ar ragazzo il motivo del dolore

per capir se potea esse consolato!

Quello rispose, mettendo in mano il core:

“Mio signore, per gentilezza sia lodato!

Ma è come rincontrar lo primo amore,

'a testa tira indietro, er cor ti spinge

mentre annima d'Amor e Odio si tinge.”

X

Mirante allor da buon consolatore,

decise di tornar a casa in nave!

Il porto era distante poche ore

ed un viaggio sarebbe stato chiave!

Non importa se su veliero o monitore,

il dolor di suo scudier troppo era grave!

E poi, d'avventure era ormai sazio,

non star insieme a Durcinea era ormai strazio.

 


"Il Memorabile Mirante": Codice ISBN 9788892313118

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